Per parlare delle dinamiche geopolitiche delle migrazioni che interessano il Messico, nel pomeriggio del 29 marzo, ospite nella trasmissione di Stefano Leszczynski a Radio Vaticana; con Lucia Capuzzi e Bruno Desidera:
Autore: Fausta Speranza
Se l’acqua è sacra
22 Marzo 2023
Se l’acqua è sacra è il titolo del video presentato nella Giornata Mondiale dell’Acqua 2023 nell’ambito dell’iniziativa Aquae a Roma e ripreso sul sito MeridianoItalia.tv:
https://www.meridianoitalia.tv/index.php/ambiente/570-se-l-acqua-e-sacra
Il 25 Maggio 2023 la proiezione del video è occasione di dibattito presso la Parrocchia Santa Maria delle Grazie al Trionfale: locandina festa 2023
AQUAE a Roma 22 marzo 2023
22 Marzo Giornata Mondiale dell’Acqua
AQUAE 2023 
A dibattito ministri, esperti e studenti
Biblioteca Nazionale Centrale (viale Castro Pretorio 105)
dalle 9,15 alle 18,30
Conducono Marco Frittella e Fausta Speranza
Evento in presenza e in diretta streaming: scuola.edulia.it/aquae
Regista Stefano Gabriele
Direttore scientifico Vincenzo Romano Spica Università Foro Italico
Organizzazione Manuela Trombetta (Galatea Comunicazione)
Al mattino tra gli altri:
Nello Musumeci, Ministro Protezione civile e Politiche del mare, Maurizio Martina, Vice Direttore Generale FAO. Claudio Barbaro, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Tutela di Territorio e Mare. Messaggi da: Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri; Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy.
Presentato il VIDEO intitolato Se l’acqua è sacra
Mis-en-Scène di Paolo Minnielli con brani tratti dal libro Il senso della sete. Contributi di giovani e interviste al Rabbino Ariel Di Porto, al Segretario generale della Grande Moschea di Roma Abdellah Redouane, e a Suor Linda Pocher dell’Auxilium. Una coproduzione VATICANMEDIA e FRAMEXS. https://www.ansa.it/oltretevere/notizie/2023/03/22/acqua-perche-e-sacra-un-video-con-i-leader-religiosi_17374f25-dbfb-40de-87c9-fa4501807df7.html
video visibile su: https://www.meridianoitalia.tv/index.php/ambiente/570-se-l-acqua-e-sacra
Nel pomeriggio
IL RUOLO DELLA SCUOLA PER EDUCARE ALLA SOSTENIBILITÀ
conduce SAVINO ZABA
Tra gli altri ospiti:
Giuseppe Valditara Ministro dell’Istruzione e del Merito (video)
Federica Campanari Celestini Commissario Straordinario per l’Agenzia Nazionale Giovani
Roberto Ferrigno Membro del CdA dell’Institute for European Environmental Policy
Ennio Tasciotti Scienziato e ricercatore San Raffaele di Roma
Vincenzo Schettini Fisico e autore di “La fisica che ci piace”
Gaetano Boldrini Fondatore Associazione La Venta Esplorazioni
Alessandro Coletta Direttore COSMO Sky Med agenzia spaziale italiana
Laboratori scuole Pestalozzi, Highlands. Padre Manuel Diez LC Rettore Highlands Roma / Rossella Sonnino Dirigente Scolastico I.C. Enrico Pestalozzi
intermezzo Orchestra Toscanini Next – Libertango con Federico Pacinotti Tenore e chitarrista – canta, tra l’altro, Nessun Dorma dalla Turandot di Puccini
Il Rabbino Ariel Di Porto, il Segretario generale della Grande Moschea di Roma Abdellah Redouane, Suor Linda Pocher dell’Auxilium, e Fausta Speranza a dialogo con i ragazzi
18:30 CHIUSURA LAVORI
Il video complessivo della giornata a disposizione sulla piattaforma dell'evento
in rassegna stampa:
Ansa
Non più far west degli oceani ma concrete misure a tutela dei fondamentali beni comuni in aree marine al di fuori della giurisdizione nazionale: dopo lo storico Trattato per l’Alto Mare, (Onu, inizio marzo) la giornalista Fausta Speranza, autrice del libro dal titolo Il senso della sete. L’acqua tra geopolitica, diritti, arte e spiritualità auspica che “gli Stati si impegnino a ratificare il Trattato quanto prima e a porre in essere, da subito, tutte le misure necessarie per gli adempimenti previsti, anche in assenza di meccanismi di controllo o sanzione”. Inoltre – afferma Speranza – “in una fase storica in cui vacilla l’ordine mondiale bisogna fare di tutto per difendere la forza del diritto internazionale: su terra e su acqua”. Altrimenti non basterà teorizzare di proteggere il 30 per cento degli Oceani entro il 2030.
Il libro pubblicato da Infinito Edizioni:
Titolo: Il senso della sete. L’acqua tra geopolitica, diritti, arte e spiritualità
Autrice: Fausta Speranza
Con una lettera all’autrice di Papa Francesco
Prefazioni di Vandana Shiva e Pasquale Ferrara
Introduzioni di Francesco Profumo e Leonardo Becchetti
Con una poesia di Plinio Perilli
Postfazione di Stefano Ceccanti
(€ 17,00 – pag. 256)
Il testo spazia da temi giuridici a quelli economici, sociali, scientifici, culturali e spirituali.
Per informazioni:
Infinito edizioni: 059/573079 – 331/2182322
Un armonico amore per la liturgia
Un uomo mite con una preparazione fuori dal comune e che aveva nella gentilezza il suo tratto distintivo. Così in tanti ricordano Benno Scharf, musicologo scomparso il 9 marzo scorso all’età di 87 anni.
Nato a Milano da una famiglia austro-tedesca, si era formato al Pontificio Istituto di Musica Sacra. Per la dedizione e la cultura espresse in tanti corsi tenuti a vari livelli, lo ricorda il maestro di Cappella della cattedrale di Como, don Nicholas Negrini. Il maestro Lorenzo Pestuggia dell’Archivio musicale della stessa diocesi ha affermato che ora «potrà conoscere tanti di coloro che ha studiato durante la sua lunga e laboriosa attività musicologica e tutti insieme canteranno cum angelica turba coelorum».
In particolare, «L’Osservatore Romano» ricorda la trentennale collaborazione: circa 200 articoli di Scharf sono stati raccolti nel volume La canzone religiosa europea dal IV al XIX secolo (Libreria Editrice Vaticana, 2019, a cura di Roberta Aglio e Marco Ruggeri). Altri hanno fatto seguito fino all’ultimo del 27 febbraio 2023. Presenta un vasto repertorio: dal canto ambrosiano sino al primo Novecento, passando attraverso la lauda medievale, i canti di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Silvio Pellico e don Bosco, con una panoramica sulle importanti tradizioni della Spagna, della Francia, della Germania, dell’Inghilterra e dei Paesi scandinavi. Un’occasione per ripercorrere la storia della lingua liturgica che — come sottolineava Scharf — fino al Concilio vaticano II era il latino. Tra le altre pubblicazioni accademiche citiamo Le origini della monodia religiosa nell’Europa Occidentale e Storia della canzone religiosa italiana in Analecta Musicologica 2003.
Nell’impegno di Schaf, c’è stato anche quello di traduttore di opere letterarie tedesche. Ha insegnato Filologia germanica e Letteratura tedesca all’Università Iulm Milano e alla Ca’ Foscari, nella sede di Treviso. Sylvia Fuehrlinger, già preside della Scuola superiore d’interpreti e traduttori Carlo Bo, parla di «un docente di grande cultura, gentile e generoso, dedito alla liturgia che allietava ogni giorno con il suono dell’organo», precisando che Benno Scharf lo ha fatto fino a una settimana prima di ritornare a Dio. (fausta speranza)
https://www.osservatoreromano.va/it/news/2023-03/quo-062/un-armonico-amore-per-la-liturgia.html
Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale
Disordine mondiale e imperi high tech, delocalizzazione e conflitti di potenza, populismi e digital divide, secolarizzazione radicale e nuovi nazionalismi. Se si vuole parlare degli anni Venti di questo XXI secolo sono tantissimi gli ambiti da attraversare, molti i presupposti da rivedere, diverse le illusioni da superare. Il primo passo è recuperare i pezzi della storia a partire dalla caduta del Muro di Berlino, per poi comprendere che, al di là della narrazione della globalizzazione o di quella dello scontro di civiltà, l’Occidente è ridimensionato. È il salto concettuale che si fa leggendo Storia del mondo post-occidentale. Cosa resta dell’era globale? (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2023, pagine 184, euro 16) di Eugenio Capozzi, che ha il pregio dello sguardo più oggettivo possibile, difficile da conseguire per fatti così ravvicinati nel tempo.
Mettere a fuoco bluff imperdonabili, come quello della cosiddetta «economia del credito illimitato», o radicalizzazioni come le involuzioni del «politicamente corretto», non significa deprezzare l’Occidente: piuttosto, le analisi di Capozzi suonano come un monito, affinché questo pezzo di mondo dia un contributo agli equilibri globali degno dello spessore storico e culturale che gli appartiene.
In ogni caso, la disamina nel volume è completa: si va dalla parabola fatta dalla Russia dal fatidico 1989 fino all’era di Putin, in parallelo con la stessa tendenza al «raccorpamento dei poteri nazionali» in altre aree del mondo. Si va dall’illusione statunitense di fare della Guerra nel Golfo il laboratorio di quella che doveva essere la super potenza unica del mondo fino alla «America first» di Trump e la nuova esasperazione della questione razziale. Dalle accelerazioni dell’interdipendenza e dell’interconnessione tra le varie aree del pianeta a livello economico, culturale, politico e della comunicazione — definita globalizzazione e pensata come destinata a sfociare in una sempre maggiore integrazione — fino ai molti e svariati conflitti emersi da allora; le crisi economiche e politiche; le tensioni nei rapporti di potenza. Si passa attraverso la pandemia e si arriva alla moltiplicazione di macro aree di accordi commerciali, che si delineano come arcipelaghi in un oceano di de-globalizzazione.
Per tutti questi snodi o fenomeni storici è prezioso il punto di vista di Capozzi che illustra, ad esempio, come i processi di globalizzazione abbiano convissuto con la tenace persistenza di contrapposizioni culturali, etniche, politico-militari, economiche. Per poi mettere in luce come — contrariamente a quanto le classi dirigenti, il mondo politico e gli intellettuali occidentali hanno spesso pensato — il fenomeno non ha coinciso con una crescente occidentalizzazione del mondo, cioè con l’imporsi a livello planetario di un modello di società — cultura di massa, democrazia liberale, diritti umani — ereditato dai processi europei di modernizzazione. Anzi, il fenomeno più macroscopico che ha accompagnato la globalizzazione è stato l’emergere di potenze economiche e politiche alternative all’Occidente, a partire dal continente asiatico, con il corrispondente ridimensionamento occidentale. Capozzi lo declina in tutti i suoi aspetti, anche quelli di solito meno citati: in termini di Prodotto interno lordo sul piano mondiale, di incidenza sulle crisi internazionali, ma prima ancora in termini demografici. Ricorda il progressivo diradarsi delle nascite, «dovuto a motivi culturali per l’affermazione di un’etica edonista e soggettivista», e un invecchiamento delle società che rende sempre più difficile la crescita e una sua proiezione verso l’esterno.
Un ridimensionamento che — sostiene Capozzi — è stato innanzitutto culturale. Il processo di occidentalizzazione del mondo, che avrebbe dovuto ipoteticamente imperniarsi su un passaggio dal bipolarismo Usa/Urss a un unipolarismo statunitense, si è scontrato ben presto con la realtà che, nei primi anni Novanta del secolo scorso, Samuel P. Huntington aveva individuato, inascoltato dai più: una realtà che si articola nella pluralità e nel pluralismo delle civiltà, con la relativa conflittualità che né la superiorità tecnologica, né il mercato, né il fascino della società dei consumi avrebbero potuto scalzare.
Al contrario, l’apparente dilagare del modello delle società di massa occidentali — che nel frattempo hanno esasperato l’individualismo e radicalizzato la secolarizzazione grazie anche all’amplificazione digitale di internet e social media — ha suscitato, o accompagnato, nelle civiltà non occidentali «reazioni difensive identitarie vigorose», talvolta violente. Si è aggiunto il successo economico di Paesi non occidentali nella competizione globale e si è arrivati — spiega Capozzi — al rafforzamento di poli alternativi, «per nulla disposti ad adeguarsi alle prescrizioni” dell’internazionalismo occidente-centrico».
Il resto è storia sotto gli occhi di tutti: la competizione globale ha innescato processi conflittuali profondi all’interno delle stesse società occidentali, in cui le classi medie e operaie sono state falcidiate dalla concorrenza asiatica e dagli imperi digitali.
Doveroso sottolineare che in un humus culturale povero di idealità, si è andata producendo una divisione di classe preoccupante tra élite internazionalizzate e popolo sfiduciato, spaventato dal futuro, rancoroso. Efficace è la sintesi dello storico che parla di «ridefinizione della dialettica politica delle democrazie in contrapposizione tra globalismo e sovranismo/populismo». Ed è importante la denuncia della tendenza al «progressivo commissariamento della democrazia da parte di regimi tecnocratici e dirigisti, con pretese eticizzanti», fondati su un controllo e una sorveglianza sempre più capillare di comportamenti e consumi privati, reso possibile da tecnologie fortemente invasive.
Intanto, i cambiamenti climatici chiedono il conto di uno sviluppo incurante dell’impatto sull’ambiente. Ma è scoppiato il dramma dell’invasione russa dell’Ucraina e si parla ormai più di possibile scontro nucleare che di transizione ecologica. Rischia di comporsi in modo drammatico il puzzle della terza guerra mondiale che papa Francesco, con la forza della verità, già da tempo denuncia osservandola «a pezzi nel mondo».
L’Osservatore Romano 11 Marzo 2023
https://www.osservatoreromano.va/it/news/2023-03/quo-058/qualcosa-di-nuovo.html
Antidoto alla schiavitù
Abramo, Giuseppe, Mosè, il faraone, sono personaggi che ci richiamano subito alla mente la profondità di sapienti interpretazioni delle narrazioni bibliche. È meno immediato pensare all’odierno concetto di leader o alle complicazioni di rapporti familiari alla luce degli studi di psicologia. Eppure il terreno di una lettura attualizzante è proprio quello in cui ci conduce con discrezione il libro di Waris Umer intitolato Attenti ai “sognatori” (Roma, Città Nuova, 2022, pagine 287, euro 10).
Il volume ripropone vicende e figure della Genesi che da secoli illuminano percorsi umani e processi interiori. Nei libri sacri schiavitù e libertà sono declinati in un modo che ne rende universale il valore. Nel testo di Umer lo stesso identico valore assume sfumature nuove perché raccontato con il linguaggio di oggi, attraverso immaginari dialoghi di madri, di sorelle, di figli, di fratelli, che si ritrovano al centro di gesti di crudeltà e atti di generosità. Si tratta della “novità” rappresentata da ogni personale esperienza. In quella dell’autore c’è l’origine pachistana, il viaggio in Italia, il dottorato di ricerca all’Università Gregoriana. In ogni caso, è l’esperienza di chi dall’esempio di fede della madre di Mosè, che affida il piccolo alle acque del Nilo in un cesto confidando nell’aiuto di Dio, ha tratto un convincente messaggio di speranza per la propria vita e immagina e ripropone il mondo interiore di Mosè: «Si sentiva piuttosto debole ma la volontà era pronta ad affrontare qualsiasi difficoltà».
di FAUSTA SPERANZA
https://www.osservatoreromano.va/it/news/2023-03/quo-056/antidoto-alla-schiavitu.html
Reportage da Pristina
Famiglia Cristiana 23 febbraio 2023
Viaggio in Kosovo mentre soffiano i venti di guerra dal Mar Nero
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Formarsi insieme per evangelizzare: Atenei a confronto


Donne e scienza
27 febbraio 2023
All’Accademia delle scienze in Casina Pio IV in Vaticano
Fausta Speranza modera l’incontro dedicato a Donne e scienza.
Un parterre d’eccezione e un dibattito particolarmente interessante
In un libro il restauro della sacra effigie della Salus Populi Romani
La devozione del popolo e dei pontefici